Il fucile
Esaminiamo ora nelle varie parti il fucile adatto a questa specialità ovviamente
un sovrapposto.
Canne
Con i moderni sistemi di
fabbricazione è abbastanza facile costruire due tubi (canne) interamente ben
rettificati e con coni di strozzatura ben fatti.
Le strozzature più indicate sono
senza dubbio 6-7/10 per la prima canna e 9-10/10 per la seconda. Tali valori
sono riconsiderati con l’avvento dei 24 gr . Non illudetevi di poter guadagnare
qualcosa usando strozzature più larghe. La portata utile di un fucile a pallini
è valutata dai 35 ai 45 m. Per cui è necessario usare strozzature massime. Ben
più difficile è il loro accoppiamento: provandone alcune, anche tra le più
prestigiose marche, abbiamo rilevato che talvolta il punto d’impatto delle 2
rosate varia di 20-30 cm. e in altre addirittura di 60-80 cm.
La prima canna. quella inferiore,
ha tendenza a sparare sotto la linea di mira, mentre la seconda alza quasi
sempre.
Esse si comportano al contrario
della logica di tiro. li primo colpo dovrebbe alzare di 10-15 cm. avvantaggiando
il tiratore, mentre il secondo colpo dovrebbe portare al centro.
Per ragioni di peso e di estetica
le canne dei fucili sovrapposti hanno il loro centro in culatta troppo vicino.
Di qui, la difficoltà di avere una sufficiente convergenza per cui, molti
fabbricanti o creano due piccoli piani in bocca per avvicinare l’intero asse o
deviano leggermente la prima canna in alto e la seconda in basso.
Stiamo parlando di canne scaldate
fra di loro con il sistema tradizionale cioè, bindella sul piano di mira e
bindellini laterali su tutta la lunghezza della canna. Vi sono altri sistemi di
accoppiamento, come avrete già notato, su molti fucili sovrapposti; ad esempio,
canne libere slittanti canne libere saldate solo in bocca.
Ognuno di questi sistemi ha un
difetto:quelle distaccate che possono essere addirittura parallele tra di loro,
presentano il difetto di vibrare, se non sono esageratamente pesanti e quello di
sparare in punti diversi, sparano cariche diverse, (difetto più accentuato sulla
canna superiore in quanto più spostata rispetto all’asse di rinculo del fucile);
le seconde, cioè quelle saldate alla bocca, hanno l’inconveniente di dilatarsi
diversamente in senso longitudinale.
Ad esempio, sparando molti più
colpi con la prima canna, come avviene di solito, questa si allunga, trascinando
in una curva verso l’alto anche l’altra. Questo non comporterà una grande
differenza sui punto di impatto, ma è chiaro che se da freddo le canne sparano
al centro, in queste condizioni tutte e due avremo tendenza a sparare alto.
Molta importanza ha la concentricità dei tubi. Riteniamo che anche con i sistemi
più moderni questo costituisca un problema difficile da risolvere. Se
considerate un tubo lungo da 70 a 80 cm. con uno spessore minimo al centro di
7/10 potete facilmente capire quanto sia difficile nelle varie fasi di
lavorazione mantenerlo diritto e concentrico. Un solo decimo di differenza può
portare disturbo alla dilatazione della canna che da una parte sarà 6/10 e
dall’altra 8/10. La dilatazione di questa non sarà più costante con tutte le
conseguenze che ne potranno derivare. Se il difetto sarà accentuato, potrà
addirittura compromettere la sicurezza dell’arma.
Peso e lunghezza
Non vi sono regole fisse in proposito, però è logico che un tiratore molto alto
spari con canne lunghe e viceversa. Le lunghezze possono variare da 71 a 81
cm., l’importante è stabilire il rapporto peso/lunghezza delle canne.
E’ completamente errato dare al
tiratore veloce un paio di canne lunghe e pesanti per frenare il suo istinto
rapido: non riuscirà a portare sul bersaglio l’arma con la rapidità che il suo
istinto gli detta. Al contrario, il tiratore lento avrà vantaggio ad usare canne
lunghe e pesanti perché gli daranno precisione, stabilità e facilità per il
recupero di seconda canna.
Vorremmo terminare l’argomento
peso/lunghezza parlando del verbo “strappare”. Il termine è entrato nel
vocabolario del tiro a volo con l’avvento de! phono-pull. E’ quasi sempre
errato sentenziare: “quel tiratore ha strappato perché spara con canne troppo
leggere”. 90 volte su 100 quel tiratore ha mosso il fucile nell’attimo stesso in
cui ha chiamato il piattello: prima di vederne la direzione, ha dovuto
bruscamente correggere il movimento già iniziato dall’arma sulla giusta
traiettoria.
La bascula e le
chiusure
Continuiamo a parlare di fucili
a canne sovrapposte. La tendenza attuale è per le bascule basse, raponature
laterali e simili. Non sono comunque da escludere altri sistemi quali, raponi
sotto le canne e perno interno. L’importante è che le chiusure siano solide e
ben fatte, il gioco che si crea in esse dà luogo a noiose vibrazioni. Altra cosa
importante della bascula è l’attacco per il calcio cioè, le codette: una loro
errata sagoma non permetterà di avere una giusta impugnatura al momento di
costruire il calcio.
I congegni di scatto e
percussione
La maggior parte dei fucili a canne sovrapposte ha percussori molto inclinati,
siano essi a piastre laterali o a mezza-piastra. È forse il neo di quest’ arma.
Per supplire a tale inconveniente ogni fabbricante ha trovato una sua soluzione,
montando molle molto potenti, o cani pesanti, o altri accorgimenti di
compromesso. Certo, l’ideale sarebbe una percussione diretta a 90 gradi dal vivo
di culatta, ma sorgerebbero certamente altri problemi. Cani, stanghette, leve
varie di armamento, differiscono da un fabbricante all’altro, ma non creano
qualsiasi mai problemi seri.
Questo problema lo crea invece il
monogrilletto che è oggi montato su tutti fucili da competizione. Questo
congegno, molto comodo, permette di sparare i due colpi con rapidità e ciò che è
pIù importante, senza spostare la mano dall’impugnatura, ma complica un po’ il
sistema di scatto. Il tiratore preme il grilletto, il fucile rincula cori una
velocità tale che il dito non può seguire e inconsciamente preme una seconda
volta. Occorre, perciò un qualcosa che ritardi l’aggancio al secondo scatto di
questo piccolo tempo; diversamente i due colpi partiranno ogni volta. Riteniamo
inutile dilungarsi sui vari sistemi e sulle varie soluzioni vogliamo invece
richiamare l’attenzione su un problema importantissimo : il peso degli scatti.
Mentre su una carabina a palla o
su una piccola pistola da tiro occorrono scatti leggerissimi tali da non
spostare l’arma premendo il grilletto, nel fucile da piattello le cose cambiano
radicalmente. Il tiratore a volo, preme il grilletto coi determinazione e con
l’arma movimento. Scatti troppo leggeri possono creare imprecisione maggiore
rispetto ad altri normali. 1200/1400 gr. per il primo scatto, 1500/1600 il
secondo, pochissimo gioco sul primo, un po’ più sul secondo è quanto vi
consigliamo.
Il calcio
Possiamo dire che nel fucile
destinato al tiro al piattello, il calcio ha una funzione essenziale ed è
certamente la parte alla quale deve essere dedicata maggior cura. Mentre per il
resto dell’arma vi sono delle regole balistiche da rispettare, delle misure ben
precise, come i limiti di robustezza e precisione, per il calcio è
indispensabile un adattamento per ogni individuo. Un calcio standard può
adattarsi a molti soggetti, ma anche fra persone di altezza e corporatura
normale, vi sono sempre dei particolari che si diversificano: spalle larghe o
strette, occhi vicini, mandibola larga, per non parlare di destri e mancini.
Un calcio ben fatto, costruito da
una persona competente, contribuirà a dare un’impostazione corrotta. Questa
premessa, per far capire che anche le indicazioni di massima su come costruire
un calcio saranno sempre approssimative.
La lunghezza si può determinare con
buona precisione formando un angolo retto con il braccio, appoggiando poi il
calcio al vertice dell’angolo, il grilletto del fucile monogrillo dovrebbe
arrivare all’articolazione della prima falange, (per un birillo è buona norma
aumentare questa misura di 5mm.).
La piega, cioè la misura ai dorso,
dipende molto dalla distanza che passa fra l’occhio e l‘altezza dello zigomo.
Normalmente una piegatura media va da 32 mm. al nasello a 42 al tallone ma, se
il tiratore ha gli zigomi bassi, queste misure andranno aumentate o diminuire,
in caso di zigomi molto al o alti.
La deviazione del calcio o
vantaggio, come molti lo chiamano, è uno spostamento dall’asse verso destra o
sinistra a seconda che il tiratore sia destro o mancino. In questo particolare
le misure dipendono da molte cose, ad esempio: un tiratore con spalle larghe
necessita sempre di una maggiore deviazione.
Anche qui vi sono dei limiti. Un
calcio ad esempio, più deviato di 12/13 mm. al tallone, finisce per flettere
lateralmente e creare noiose vibrazioni, per questo è meglio aumentare la
deviazione massima affinché, l’occhio del tiratore non cada al centro della
bindella.
Lo stesso accorgimento è
necessario per un tiratore con le spalle strette, occhi ravvicinati e
mandibola larga. E’ buona regola dare più deviazione alla punte che aI tallone
e, qualora si voglia aumentare questa deviazione alla punta per avere un
migliore appoggio alla spalla, occorrerà aggiungere un guancialetto che
compensi la mancanza di legno fra calcio e guancia.
Molti tiratori e, purtroppo anche
molti ‘calcisti’ non danno sufficiente importanza al pitch. Noi riteniamo che
questo angolo formato dal piano di bindella e base del calciolo, sia
determinante per piazzare la I fucilata alta o bassa. Chi aumenta l’altezza del
dorso di un calcio, perché ha tendenza a sparare basso commette una
sciocchezza: infatti finirà col trovarsi con il viso inclinato in modo errato.
L’impugnatura
Anche questo particolare può variare molto. Il tiratore con mani piccole avrà
bisogno di una impugnatura abbastanza sottile e, se è a pistola, abbastanza
corta.
Oggi è frequente vedere calci di
spessori enormi con impugnature esagerate. Qualcuno ha cominciato in questa
direzione e subito altri lo hanno seguito. La sezione normale di un impugnatura
è 33 x 43 mm. Con l’avvento del monogrillo la quasi totalità dei calci è a
pistola. Questo perché l’impugnatura a pistola dà maggior presa e con il
monogrillo non è più necessario lo spostamento della mano indietro per passare
da un grilletto all’atro. Ciò non toglie che un calcio ben fatto con impugnatura
inglese vada benissimo anche con il monogrillo e che alcuni tiratori con calci
di questo tipo abbiano ottenuto grossi risultati. Il calcio “montecarlo” serve a
tiratori con il collo particolarmente lungo perché, appoggiando il calcio alla
spalla in posizione corretta non hanno bisogno di allungarsi sul dorso dei
calcio più del necessario. Negli Stati Uniti questo tipo di calcio è molto
richiesto perché buona parte degli americani ha una struttura particolarmente
adatta.
Comunque, capita anche di vedere
dei tiratori con la testa incassata fra le spalle che sparano con calci “montecarlo”:
ma quando non si riesce a colpire si prova di tutto.
Per la costruzione dei calci viene
usato legno di noce e ne esistono diverso qualità. Questo deve avere un peso
specifico di circa 0.6 kg per dm. Se il legno è di qualità troppo pesante,
potrà solo squilibrare il fucile; la fibra del legno è quindi molto importante.
La lunghezza della fibra varia
molto spesso. Una bella radica, un legno molto venato, non sempre coincidono con
la buona qualità. La prova si può fare con un sottile stecchino. Se è a fibra
lunga si piegherà più volte prima di spezzarsi, al contrario, se è di fibra
corta, si spezzerà come fosse di plastica.
Un legno a fibra lunga assorbirà
gran parte delle vibrazioni, mentre un legno a fibra corta le trasmetterà allo
zigomo del tiratore.
Il calciolo
Ci sono numerosi tipi di calcioli
atti a proteggere la spalla del tiratore al momento del rinculo. Sono stati
fatti innumerevoli disegni e altezze diverse, svariate ventilazioni ecc. Noi
siamo per un calciolo di altezza media 18/20 mm., anatomicamente raccordato
agli angoli, in gomma di media durezza. Troppo rigido non servirebbe allo
scopo; troppo morbido disturberebbe il controllo del fucile all’atto del rinculo
con conseguente handicap per la rimessa di seconda canna.
Il rinculo dell’arma
E abbastanza frequente sentir dire: “quel fucile rincula molto, quell’altro non
si sente”. Riteniamo inutile riportare di seguito riportare la formula algebrica
dei “rinculo”.
Ci sembra più semplice dire che, se
noi spariamo una carica di pallini di un determinato peso ad una data velocità
avremo in senso opposto uguale forza di reazione che sarà tanto più facile da
controllare quanto più pesante sarà l’arma da noi usata.
Questa è la ragione fisica sempre
uguale del rinculo del fucile.
La grossa confusione comincia
quando la parola rinculo viene usata impropriamente per indicare il fastidio
che il tiratore prova all’atto dello sparo.
Ad esempio, se si spara la stessa
cartuccia in due armi diverse dello stesso peso, è possibile che una trasmetta
al tiratore un disturbo diverso dall’altra. A causare questo
fenomeno contribuiscono molti fattori, i più importanti dei quali sono: la forma
del calcio, in particolare dell’impugnatura, la qualità del legno, come già
accennato, infine la durezza dell’acciaio con cui vengono costruite le canne.
Oggi molti acciai hanno grandi
resistenze meccaniche, ma trasmettono al tiratore fastidiosissime vibrazioni. Vi
sono poi cause meno importanti come il diametro interno della canna che può
variare di qualche decimo, sempre rimanendo nelle norme di sicurezza. Infine,
altri piccoli particolari distinguono il fucile stabile da quello “nervoso”.
Posizione in pedana
Uno dei fattori più importanti nel tiro al piattello fossa è la posizione in
pedana. Sparando in posizione corretteci non si ottengono mai risultati di un
certo rilievo.
La scuola di tiro è molto
importante: l’istruttore federale insegna all’allievo anche la posizione
corretta dei piedi, delle spalle, l’appoggio del fucile alla spalla e al viso.
Solo quando l’allievo avrà piena
padronanza della corretta tecnica di imbracciatura si potrà cominciare a farlo
sparare sui bersagli in movimento. Con un calcio non adatto si commettono
svariati errori difficilmente valutabili, se non abbiamo vicino un istruttore.
Un calcio troppo lungo ci costringe a portare la spalla indietro e quindi
difficoltà sui bersagli sinistri, mentre il calcio troppo corto costringe la
palla in avanti con difficoltà sui piattelli destri.
Da qui, l’errata considerazione di
credere di anticipare diversamente i piattelli destri dai sinistri, dando quasi
sempre colpa alla deviazione del calcio. Riteniamo invece che spesso sia la
posizione scorretta della spalla la causa di tutto.
Molto importante è l’abbinamento
dell’occhio con il centro della bindella per i bersagli diritti o con poca
angolazione, che andranno via indenni, sconcertando il tiratore, se tale
allineamento non è perfetto. Il viso non deve mai scostarsi ecc i dall’appoggio
del calcio e gli spostamenti a destra e a sinistra per seguire il piano di
percorrenza dei piattelli, vanno eseguiti ruotando sul tronco. Non si deve mai
alzare lo sguardo dalla linea di mira.
Il corpo deve essere equilibrato:
il peso maggiore circa 2/3, deve essere sulla gamba sinistra che potrà essere
leggermente piegata, il rimanente sulla destra.
Nei moderni sistemi elettronici di
sgancio delle macchine lancia-piattelli si commette spesso l’errore di comandare
il pull e di muovere contemporaneamente l’arma prima di aver percepito il
bersaglio: motivo, questo, di tanti zeri.
Nel tempo di 1/10’ che
intercorre da quando il tiratore comanda il pull a quando parte con il fucile, è
racchiuso quasi l’ 80% del risultato. Per rendersi conto di questo l’istruttore
dovrà mettersi dietro l’allievo e concentrandosi su quanto sta facendo, sì
accorgerà di percepire l’errore, cioè lo zero, prima ancora del colpo sparato.
Posizione delle mani
Mentre la mano destra sì troverà in una posizione fissa per poter raggiungere
con l’articolazione della prima falange il grilletto, Ia posizione ideale della
mano sinistra sarà a circa metà dell’asta e cioè nel punto in cui, facendo
bilanciare il fucile fra le due mani, si nota una perfetta distribuzione ed
equilibrio del peso dell’arma. Le braccia vanno tenute esattamente alla stessa
altezza, i gomiti una decina di gradi più bassi della spalla. E’ abbastanza
frequente vedere tiratori con il gomito destro molto al di sopra della spalla ed
il sinistro più basso. Questi sicuramente si sposteranno a destra in modo
diverso che a sinistra, ruoteranno diversamente anche sul tronco ed avranno
anche loro l’impressione di diverso anticipo a destra e a sinistra.
Il gomito alto dalla parte dove si imbraccia il fucile può essere anche molto
pericoloso; intatti i muscoli della spalla non saranno in tensione ideale
parare il rinculo dell’arma.
Appoggio del calcio alla spalla
Normalmente il calcio va appoggiato a livello del muscolo grande pettorale
(parte esterna) e del deltoide, che si origina sulla clavicola e si inserisce
sull’omero. li dorso del calcio deve appoggiare sotto lo zigomo: è necessario
che i muscoli zigomatici isolino il dorso dei fucile dall’osso dello zigomo
stesso, onde evitare l’abrasione della pelle. A questo punto, assunta l’esatta
posizione ed imbracciato correttamente il fucile, siete pronti per sparare.
Il fucile va puntato teoricamente a
filo della fossa nel punto dove s’incontrano i tre piattelli, destro, sinistro e
centrale corrispondenti a ciascuna pedana. Il fucile andrà puntato più basso di
questo punto di 30-50 cm. se il piattello uscirà in ritardo per difetto di
sgancio o perché, come capita molto spesso, le macchine sono installate molto
basse rispetto al piano del terreno.
Gli anticipi
Tutti i libri che parlano di
balistica sono pieni di formule e di tempi. Sovente è descritta in tutti i modi
possibili la somma dei tempi ,che vanno dal comando del cervello di tirare il
grilletto, al cane, al percussore, da questo alla capsula, dalla capsula
all’innesco della polvere fino al momento in cui i pallini raggiungeranno il
bersaglio. A questo punto basterà studiare quanta strada può percorrere nel
frattempo il bersaglio e anticipano di quel tanto. Noi siamo convinti che
chiunque voglia applicare queste formule. a meno che non abbia un computer al
posto del cervello, non riuscirà a rompere un piattello con questo sistema e
siamo altresì convinti che, al contrario moltissimi tiratori riescono a colpire
il bersaglio in movimento con estrema facilità senza rendersi conto di quanto lo
hanno anticipato per centrarlo. Prendiamo perciò esame molto semplicemente i due
sistemi più comuni di sparare ad un piattello. Il sistema usato dalla maggior
parte dei tiratori è quello di allineare il fucile verso il punto d’uscita del
piattello; alla sua apparizione seguirne la traiettoria, oltrepassarlo e sparare
fermando il fucile. Chiaramente questo piccolo anticipo varierà da bersaglio a
bersaglio e non sarà da considerarsi in centimetri o in metri ma in gradi. A un
traversone veloce a 45 gr dì spareranno avanti il doppio di quanto
anticiperanno un mezzo angolato; spareranno senza anticipo ad un piattello
diritto basso mentre dovranno coprire senza più vederlo un diritto montante. Noi
vorremmo che provaste, invece, a sparare col fucile in movimento: allineate il
vostro mirino sempre verso il punto da cui esce il piattello, partite lungo la
traiettoria del piattello stesso: la velocità dei fucile sarà in aumento, mentre
quella del piattello diminuirà gradatamente.
Senza arrestare il movimento
dell’arma, otterrete un anticipo automatico. Questo, a nostro avviso, è il
sistema migliore: vi sembrerà di sparare sul bersaglio senza anticipo.
Chiaramente, sarà necessario molto esercizio.
Questi sono consigli di massima,
tuttavia è chiaro che ciascun tiratore, fatta la propria esperienza, adotta un
“suo” metodo, tra i possibili.
La didattica
Il rimo approccio con l’arma, per
l’allievo, avviene in aula.
Nel corso della prima lezione il
maestro spiega come è composto il fucile in tutte le suo parti meccaniche e non.
In un secondo momento illustra il regolamento federale:
sarà importante dedicare una
attenzione particolare alla disciplina che dovrà seguire il tiratore quando sarà
sul campo di tiro. Successivamente il maestro guida l’allievo nell’apprendimento
della corretta posizione in pedana, della quale in aula ne verrà riprodotta una
regolamentare di 1 m x 1m. A turno gli allievi proveranno la giusta posizione
dei piedi: il piede sinistro a 45° rispetto alla fossa; il piede destro a
80°/90°.
Si passa poi alla spiegazione dell’imbracciatura.
I punti di approccio del calciolo,
che misura 52-53 cm, dovranno essere compresi tra il muscolo pettorale e la
clavicola in modo da non salire sull’ omero.
L’imbracciatura è uno dei momenti
fondamentali da apprendere da parte del giovane tiratore. Quindi è importante
che il maestro si assicuri che l’allievo esegua la tecniche dell’imbracciatura
in modo da evitare di acquisire dei difetti. A questo punto è giunto il momento
di portare gli allievi in pedana e di farli sparare. È fondamentale per la prima
fascia d’età (14-16 anni) sparare un solo colpo con una cartuccia possibilmente
leggera, questo per limitare i danni provocati dal rinculo del fucile,
evidenziabili con traumi alla spalla e alla regione zigomatica (contusioni ed
amatomi) inevitabili nel giovane tiratore.
Si inizierà con i piattelli dritti
a bassa velocità con 60/65 m. di caduta e altezza 2.50/2.70 a 10 m. dalle
macchine per farne apprendere meglio all’allievo l’anticipo e l’alzo.
Acquisita una certa dimestichezza
con i dritti si passerà a quelli ai angolati: Prima con i 5° e possibilmente i
sinistri a 2.00/2.20 m, d’ altezza e i destri a 2.50/2.70 m. d’altezza, sempre
con una velocità bassa (60/65 m, di caduta). Questa successione è valida per i
tiratori destri in quanto hanno una facilità maggiore a ruotare il busto verso
sinistra. Per i mancini il discorso è inverso. Poi si passerà a sparare a 5° ma
con altezze invertite, quindi i sinistri alti m. 2.50/2.70 ed i desti bassi m
2.00/2.20. E’ importante sparare prima i piattelli alti in quanto evidenziando
una superficie maggiore risultano più facili da colpire. Quando il maestro lo
riterrà opportuno, farà aumentare l’angolazione passando così a
10°-15°-20°-30°-40°-45° con altezze variabili tra i 3 m. e i 3.50 rispettando il
concetto espresso in precedenza. In questa fase della preparazione bisogna far
capire all’allievo come deve rompere. i piattelli più che cercare di romperli;
quindi bisogna usare una velocità bassa in quanto uno dei principali errori, se
non il più evidente nel principiante è quello di strappare e non di accompagnare
il fucile.Ciò succede quando l’allievo si fa sorprendere dall’uscita del
piattello. La velocità, più bassa appunto, permette al tiratore di percepire
prima il piattello, di seguirlo e dargli il giusto anticipo. La distanza di
caduta del piattello dovrebbe essere intorno a 60/65 m. per poi passare,
gradatamente a 70/75 m. che è la massima consentita dal regolamento.
|
SCHEMA
RIASSUNTIVO DEI PIATTELLI
DA SEGUIRE
NELL’AVVIAMENTO AL TIRO
|
|
Angolazione
|
Velocità
|
Altezza
|
|
Dritto
5°(Sx)
5°(Dx)
5°(Sx)
5°(Dx)
|
60/65 m./sec.
‘’
‘’
‘’
‘’
|
2.50(a 10m. dalle macchine)
2.00/2.20
2.50/2.70
2.50/2.70
2.00/2.20
|
|
10°(Sx)
10°(Dx)
10°(Sx)
10°(Dx)
|
‘’
‘’
‘’
‘’
|
2.00/2.20
2.70/2.90
2.50/2.70
2.00/2.20
|
|
20°(Sx)
20°(Dx)
20°(Sx)
20°(Dx)
|
‘’
‘’
‘’
‘’
|
2.00/2.20
2.50/2.70
2.50/2.70
2.00/2.20
|
|
30°(Dx)
30°(Dx)
30°(Sx)
30°(Dx)
|
‘’
‘’
‘’
‘’
|
2.00/2.20
1.50/1.70
2.50/2.70
2.00/2.20
|
|
40°(Sx)
40°(Dx)
40°(Sx)
40°(Dx)
|
‘’
‘’
‘’
‘’
|
2.00/2.20
2.50/2.70
1.50/1.70
2.00/2.20
|
|
45°(Sx)
45°(Dx)
45°(Sx)
45°(Dx)
|
‘’
‘’
‘’
‘’
|
2.00/2.20
1.50/1.70
2.50/2.70
1.90/2.20
|